lunedì 13 giugno 2011

Vinciamo noi, Vinciamo tutti!




Il risultato dei referendum dimostra che nel Paese esiste una maggioranza assoluta di cittadini che hanno interesse a difendere i beni e i diritti comuni, valori che il nostro partito assieme ai comitati ha deciso di difendere e promuovere, quando ancora pochi credevano che questa battaglia di civiltà e democrazia sarebbe stata vinta.
Questa giornata riafferma l'importanza dell'unico strumento di democrazia diretta nelle mani degli italiani, uno strumento che se utilizzato non strumentalmente si dimostra efficace e condiviso.
La percentuale di affluenza che si delinea va oltre le aspettative e gli schieramenti politici, dando uno schiaffo morale a tutti i tentativi di disinformare, boicottare e censurare questa campagna referendaria.
Si riafferma così uno spirito di cittadinanza che a partire dai risultati delle ultime amministrative sembra guidare una rinascita politica, etica e civica, che riunifica l'Italia dalle Alpi a Lampedusa.
L'unità pratica e di intenti che i militanti dei partiti di centrosinistra e dei comitati hanno costruito nel corso delle settimane di incessante opera informativa, costituisce la base di qualsiasi futuro progetto per la costruzione di un'alternativa democratica al governo delle destre, affinché al populismo di questo governo si sostituisca una una nuova fase politica con i bisogni e le aspettative dei cittadini al centro di ogni progetto nazionale.

Comitato referendario IDV Umbria
Dipartimento Giovani IDV Umbria
Dipartimento Ambiente IDV Umbria

giovedì 2 giugno 2011

La Rivoluzione Arancione


Qualche mese fa nessuno se lo sarebbe aspettato. Un compagno a Milano e un magistrato a Napoli. La macchina del fango e una campagna elettorale basata su insulti e denigrazioni non sono servite a vincere, anzi sono state utili solo per rendere la sconfitta ancora più schiacciante e amara. L’elemento decisivo è stato sempre lui, nella buona e nella cattiva sorte, Berlusconi. Questa volta però nella buona sorte, per lo meno la nostra, di quelli che si sono sempre opposti a una politica basata sul favore e sull’imbroglio. Per una volta, dopo anni, ha vinto l’Italia migliore, quella che spera ancora di poter far risorgere il proprio paese, quella che crede ancora nel futuro. Una vittoria che è stata possibile anche grazie al PD, che si è fatto da parte o lo è stato messo, l’altro grande sconfitto di questa tornata elettorale. Un insuccesso magari non palesato dai numeri, ma che da un punto di vista morale e intellettuale, si è fatto e si farà sentire. Già, perché è proprio a Napoli e Milano, in queste due città, simbolo del cambiamento, che il PD perdendo le primarie o non riuscendo a superare il primo turno ha permesso ai candidati di sinistra (quelli veri) di vincere e di dare nuove speranze a due città martoriate da una politica scellerata portata avanti dai due maggiori partiti italiani: PD e PDL. Il segnale emerso dalle urne è stato chiaro: i cittadini non vogliono più affidarsi a quelle persone che negli ultimi venti anni hanno portato il paese ai minimi storici, non sono più disposte a vedere dentro le istituzioni personaggi che nella loro carriera politica hanno avuto come unica occupazione quella di fare inciuci a destra e a sinistra, non vogliono consegnare la guida delle loro istituzioni a individui da una bassissima caratura morale.


Si riparte da Milano e Napoli, questi saranno i primi ostacoli da superare; confermando la capacità di saper governare in maniera onesta e trasparente e dimostrando di saper proporre misure e soluzioni nuove a quelli che sono i problemi e le necessità dei cittadini. E’ arrivato il momento di dimostrare di essere anche forze di governo e non solo di opposizione. D’ora in avanti i cavalli di battaglia dovranno essere i contenuti che comporranno la politica di governo, non più le critiche e gli attacchi verso gli altri, anche su questo occorrerà verificare la maturità dei nuovi soggetti ed è forse proprio questa la maggiore aspettativa dei cittadini, non c’è più spazio per chi parla e basta, ci vogliono dei fatti.
La fiducia ora è stata data, sta a chi è stato chiamato in causa a non tradire le attese.


Lorenzo Di Schino

mercoledì 1 giugno 2011

Referendum: il Governo boicotta il voto degli Italiani all'estero



Il 12 e il 13 Giugno siamo chiamati a votare per un'importante consultazione referendaria su tre quesiti. Decideremo se il nostro paese si proietterà nel futuro abbracciando le energie rinnovabili oppure farà un balzo indietro tornando all'energia nucleare; se l'acqua é un diritto o una merce come le altre, e se la legge é uguale per tutti i cittadini o ce ne sono alcuni più uguali di altri.
Il Governo, é ormai chiaro a tutti, sta cercando in tutti i modi di sabotare il referendum non solo con il classico "andate al mare" di craxiana memoria" ma anche evitando di informare i cittadini. Senza ricordare il mancato accorpamento delle date referendarie con le elezioni amministrative che é costato 400 milioni di euro, soldi pubblici che in tempo di crisi potevano essere usati in ben altro modo.
Ma c'é anche un altro aspetto della strategia di sabotaggio governativa forse meno noto: si tratta del voto degli Italiani all'estero.
Gli Italiani all'estero hanno il diritto e il dovere di votare ma di fatto hanno notevoli restrizioni nel poterlo esercitare concretamente. Funziona così: le schede elettorali vengono inviate dai consolati alle residenze degli italiani all'estero i quali votano per corrispondenza rispedendo la scheda compilata. Purtroppo in moltissimi casi, nella stragrande maggioranza dei casi, i consolati non stanno inviando le schede elettorali per cui gli Italiani che vivono all'estero devono andare a ritirarle di persona presso il consolato più vicino. Molti consolati inoltre sono stati chiusi negli ultimi anni e quindi, non essendo possibile neanche un ritiro per delega della scheda elettorale, ne deriva che molti italiani non votano. Tuttavia i residenti all'estero concorrono alla formazione del quorum per il referendum e si tratta di oltre tre milioni di aventi diritto al voto. Inoltre negli ultimi mesi gli stessi consolati, su indicazione del ministero degli esteri, hanno aggiornato le iscrizioni degli italiani presso le anagrafi elettorali all'estero che sono aumentate di oltre l'8%. La conseguenza di questa strategia antidemocratica é la seguente: per raggiungere il quorum in queste circostanze non si dovrà raggiungere il 50 % + uno dei voti realmente espressi ma, tenendo conto degli Italiani che avranno difficoltà a votare, si avrà bisogno della partecipazione di almeno il 55% degli aventi diritto al voto.


A questo si aggiunge il tentativo di bloccare il quesito sul nucleare con l'introduzione di una norma legislativa che sospende solamente per un anno il programma di costruzione delle centrali sulla quale entro il 9 giugno la Cassazione dovrà esprimersi in merito. Questo rende ancora più grave la situazione. Nel caso in cui la Corteo decida per l'annullamento del quesito ci troveremo in una situazione abominevole: infatti per quella data i pochi italiani all'estero che avranno ricevuto le schede avranno già espresso il proprio voto (gli italiani residenti all'estero devono spedire le loro schede entro il 9 giugno). Si tratterebbe per la prima nella storia repubblicana di una consultazione elettorale fermata quando alcuni elettori hanno già espresso il proprio voto, una consultazione che viene interrotta a voto già aperto. É evidente che il comportamento del Governo e della maggioranza é quello di chi vede tramontare la propria era e cerca di restare al potere in tutti i modi possibili incurante delle conseguenze: muoia Sansone con tutti i Filistei. Per questo il 12 e il 13 giugno dobbiamo andare a votare e accelerare l'inizio di una nuova stagione.

Alex Paiella  

lunedì 23 maggio 2011

23 Maggio 1992 - 23 Maggio 2011

I Giovani Idv Umbria sul Caso Brega


Comunicato IDV Giovani Umbria

Come giovani e come membri di un partito fondato sul valore della legalità, non possiamo che esprimere una posizione netta in merito alle recenti questioni inerenti l'inchiesta che sta investendo il consigliere regionale Eros Brega. Riteniamo fondamentale che il presidente del consiglio regionale, che naturalmente fino all'esito finale delle indagini e del procedimento resta innocente, faccia un passo indietro, rinunciando al suo ruolo di garanzia, così da permettere un corretto svolgimento dell'attività consiliare ed un altrettanto corretto svolgimento dell'attività giudiziaria.
Il segnale che va mandato in questa situazione non può essere ambiguo, il PD e nel caso specifico il consigliere Brega devono dimostrare la loro correttezza e la loro coerenza in merito alle vicende giudiziarie. Così come chiediamo le dimissioni dei membri inquisiti del governo, altrettanto facciamo a livello regionale.

Matteo Minelli resp. Giovani Umbria
Lorenzo Di Schino resp Giovani prov. Terni





Il nostro comunicato stampa è stato pubblicato anche da UmbriaLeft raccogliendo reazioni, a nostro parere piuttosto banali, dal coordinatore del Pdl di Terni e dal capogruppo della Lega Nord in regione.  Pubblichiamo quindi di seguito anche le nostre repliche.


Crediamo ci sia la necessità di ribadire la paternità e la proprietà intellettuale delle nostre dichiarazioni. Non si tratta affatto di un intervento ad personam; la nostra autonomia ci permette di prendere posizioni aderenti a quelle che il partito ha sempre espresso coerentemente a livello nazionale. Il fatto che sia il PDL che insorge con toni tanto enfatizzati nei confronti del nostro comunicato, ci dimostra ancora una volta lo scarso valore che questa formazione politica attribuisce ai principi della legalità e della trasparenza nell'azione politica. Per questi motivi riteniamo inaccettabile qualsiasi lezione di etica pubblica proveniente dal partito di Previti e Dell'Utri.

Per la seconda volta ci vediamo costretti a ribadire l'autonomia della nostra dichiarazione. Forse nel partito di Umberto Bossi non è compresibile che i giovani espirmano liberamente le proprie posizioni politiche, in maniera coerente alla linea nazionale. A questo punto immaginiamo che sia il consigliere regionale Cirignoni a dettare l'agenda dei giovani padani umbri. Peraltro ci pare ridicolo che sia proprio la Lega Nord a proporsi come il partito della legalità e della trasparenza, quando invece ormai da un decennio è corresponsabile della deriva morale e democratica del Paese, perpetrando assieme al Popolo delle libertà lo scempio delle Istituzioni democratiche e votando unanimemente qualsiasi provvedimento legisltativo atto ad impedire ogni tipo di azione giudiziaria nei confronti del Presidente del Consiglio. In ultimo ci teniamo a ribadire la nostra piena fiducia nell'operato nei consiglieri regionali dell'Italia dei Valori, che hanno dimostrato in molteplici occasioni coerenza e coraggio al momento di fare qualsiasi scelta politica.

sabato 21 maggio 2011

Il Referendum NON Salta, sit-in di protesta a Perugia



Dopo le recenti denuce da parte dei comitati referendari sul silenzio che ha investito lo svolgimento dei referendum, l'AGCOM ha riconosciuto che la RAI non ha dato sufficienti informazioni sulle consultazioni del 12 e 13 Giugno.
E' necessario far sentire la nostra voce per denunciare il bavaglio che colpisce tutto il sistema delle telecomunicazioni.
In particolare, in un momento come questo di forte avanzata della coalizione di centrosinistra, occorre dare il maggior risalto possibile alle consultazioni referendarie, un'occasione unica per infliggere un colpo definitivo a questo governo ormai allo sbando.
Per questi motivi domani dalle ore 15 saremo davanti alla sede Rai di Perugia per chiedere con forza all'azienda pubblica di dare ai referendum il giusto spazio,in tribune politiche e trasmissioni di approfondimento. Contro  questo silenzio che uccide la democrazia, noi urliamo a gran voce quattro si per il futuro del Paese.

Al sit-in aderiranno:La Fabbrica di Nichi Perugia, gli Universitari Progressisti, Cultura e Conflitto, Unione degli Universitari, il comitato referendario Italia dei Valori.

Matteo Minelli, coordinatore giovani Italia dei Valori Umbria.
Andrea Ferroni, coordinatore giovani comunisti della provincia di Perugia.
Jacopo Giovagnoni, giovani Sinistra Ecologia Libertà Perugia.
Alessandro Minestrini, coordinatore FGCI Umbria.

giovedì 5 maggio 2011

I Giovani partecipano allo Sciopero Generale


Come giovani dell’Italia dei Valori dell’Umbria aderiamo allo sciopero generale indetto dalla CGIL. Siamo convinti della necessità e dell’urgenza di manifestare ancora una volta il nostro dissenso nei confronti di una serie di sciagurate politiche del governo, tanto in materia economica e sociale, quanto negli affari esteri e nella gestione della cosa pubblica. Saremo quindi presenti alla manifestazione di domani, con l’auspicio che da essa possa nascere un grande progetto di alternativa democratica, in grado di saldare la spontaneità e l’energia della società civile e dei movimenti, alle migliori forze progressiste e della sinistra.La partecipazione popolare infatti è l’unico modo che ci resta per rivendicare il nostro stato di uomini liberi e la risposta più forte al degrado etico, finanziario e istituzionale di questo nostro Paese. Perché nonostante si operi per distruggerla esiste ancora un Italia diversa: efficiente, pulita, operosa, onesta e solidale.Non stanchiamoci mai di difenderla.

Matteo Minelli, coordinatore giovani Italia dei Valori Umbria.