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martedì 6 marzo 2012

Prosegue la raccolta firme dei Giovani IdV dell'Umbria




Dopo il successo della raccolta della scorsa settimana prosegue la campagna dei Giovani dell’Italia dei Valori dell’Umbria “+ Borse – Armi = Diritto allo studio”; una raccolta firme per ottenere che i fondi  destinati all’acquisto di materiale bellico, in particolare ai nuovi F35, vengano dirottati al ripristino di tutte le borse di studio annullate nell’ultimo anno. Chiediamo semplicemente – affermano giovani Idv - di applicare i dettami fondamentali della nostra costituzione, in cui si afferma testualmente che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (art.11) e che i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi (art. 34). 

La raccolta firme si terrà domani 7 Marzo dalle 12 e 30 alle 14 e 30 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, e sabato 10 Marzo nel pomeriggio lungo corso Vannucci. 


lunedì 5 marzo 2012

Terni in bicicletta dice No all'Inceneritore




Una biclettata a Terni per dire no alla riattivazione dell’inceneritore di Terni ENA; questa è stata l’iniziativa a cui i Giovani dell’IDV della provincia di Terni e tutto il partito hanno preso parte sabato pomeriggio. Una manifestazione promossa dal comitato cittadino “No inceneritori Terni”, che ha visto la partecipazione di moltissimi ternani. Grandi e piccoli si sono ritrovati sotto palazzo Spada animati da un unico intento, quello di far sentire la loro voce al Sindaco e ribadirgli la loro contrarietà all’incenerimento dei rifiuti. La termovalorizzazione è ormai da tempo una tecnologia considerata sorpassata nell’ambito della chiusura del ciclo dei rifiuti, nonché dannosa per la salute dei cittadini, viste le numerose statistiche che testimoniano un elevato aumento delle patologie cardiovascolari e dei tumori alle vie respiratorie.
Il senso dell’iniziativa non era soltanto quello di manifestare il dissenso, ma anche di creare una vetrina utile per far capire a tutti, quelle che sono le possibili alternative all’incenerimento. Le richieste sono molto chiare: politiche che permettano la diminuzione a monte dei rifiuti prodotti, accompagnate da un aumento massiccio della raccolta differenziata porta a porta e l’emulazione di realtà come quella di Vedelago, che ha visto la realizzazione di impianti atti al trattamento meccanico-biologico dei rifiuti, modalità che ha permesso un cospicuo incremento della raccolta differenziata (perché conveniente, visto che tali ditte acquistano il differenziato) e anche un notevole abbassamento della percentuale di indifferenziato. Anche l’esempio di Reggio-Emilia, citta molto simile a Terni per numero di abitanti, ci sembra ottimo, visto che proprio pochi giorni fa è stato presentato un piano che prevede la chiusura del termovalorizzatore presente in quella zona e parallelamente una strategia per incrementare la raccolta differenziata.

E’ stato lanciato, dunque, un appello che speriamo serva al sindaco di Terni e a tutti gli altri sindaci dell’ATI 4 che a breve dovranno redigere il piano d’ambito relativo alla provincia in materia di rifiuti. I cittadini sono stati chiari: l’inceneritore a Terni non deve ripartire, altrimenti la protesta andrà avanti.

Lorenzo Di Schino - Coordinatore provinciale Giovani IdV Terni

giovedì 1 marzo 2012

+ Borse – Armi = Diritto allo studio


Il titolo già dice tutto: “+ Borse – Armi = Diritto allo studio” è l'ultima iniziativa del Dipartimento giovani dell'Italia dei Valori: “Investire su ricerca, formazione e istruzione è l’unica grande possibilità di crescita e sviluppo per uno Stato come il nostro – dicono i giovani dipietristi -. Negli ultimi anni l’Italia è andata esattamente in direzione contraria da questo punto di vista. Grazie alle manovre economiche del governo Berlusconi sono rimasti privi di borsa di studio circa 45 mila studenti che ne avevano diritto mentre al tempo stesso sono aumentate le tasse e diminuiti i servizi. In seguito a queste scelte totalmente errate l’Italia si è piazzata agli ultimi posti in Europa per gli investimenti sul diritto allo studio.
Queste sono le basi che hanno stimolato l’ideazione e la promozione dell’iniziativa “+ Borse – Armi = Diritto allo studio” - insistono i giovani Idv -, linvito che facciamo è di firmare la nostra petizione che chiede al Governo Monti di recuperare i 600 milioni mancanti per le borse, dagli investimenti fatti per il programma di armamento. Non è più tollerabile investire 40 miliardi per l’acquisto di 133 caccia quando la Costituzione recita testualmente di ripudiare la guerra. Al tempo stesso il nostro ordinamento sostiene che i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti di studio.
Chiediamo semplicemente – concludono i giovani Idv - di applicare i dettati fondamentali della nostra Carta istitutiva anche perché crediamo fermamente che un cospicuo investimento nell’istruzione e nella cultura sia fondamentale per rilanciare il nostro Paese e farlo uscire dalla sua crisi profonda. Il futuro dell’Italia è rappresentato dalle nuove generazioni, garantirne la formazione è un dovere dello Stato. La raccolta firme si terrà a Perugia in via Alessandro Pascoli, giovedì 1 marzo dalle ore 11 alle 15.

lunedì 13 febbraio 2012

IdV rimane coerente sul fronte dell'abolizione delle Province




Pieno sostegno ai consiglieri provinciali dell’Italia dei Valori che con coerenza hanno votato contro il documento promosso dall’Upi che chiede la sopravvivenza delle Province. L’IdV è stata l’unica forza ad esprimere parere negativo, dimostrandosi coerente con la propria linea politica e fedele al mandato ricevuto da quelle centinaia di migliaia di cittadini che hanno firmato per l’abolizione dell’ente. Stupisce invece l’atteggiamento di Pd, Pdl, Udc e socialisti, che si trovano uniti e in sintonia su una battaglia di retroguardia che ha il sapore di una difesa d’ufficio. Tanto più perché viene promossa da partiti, che a differenza del nostro, sostengono il governo Monti che ha deciso di svuotare di competenze le Province fino a renderle un ente del tutto superfluo da sopprimere nel giro di pochi anni. Insomma due pesi due misure: a Roma votano per l’abolizione a Perugia per il mantenimento. L’Italia dei Valori viceversa dà prova di avere uniformità di giudizi e operato, come peraltro aveva già dimostrato in occasione dell’approvazione della riforma endoregionale, quando il nostro gruppo a Palazzo Cesaroni si era impegnato affinché alle Province non fossero attribuite ulteriori deleghe. Siamo consapevoli che la sola abolizione di questa istituzione non avrà ripercussioni decisive sulla riduzione del nostro immenso debito pubblico e per questo vogliamo essere promotori di una forte razionalizzazione degli altri enti inutili. Al tempo stesso tuttavia siamo convinti che questo sia un primo grande segnale di cambiamento e rinnovamento da parte di una classe politica che rischia altrimenti di diventare sempre più autoreferenziale.

Giovani Italia dei Valori Umbria.
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martedì 10 gennaio 2012

Ancora Contro il biglietto piu' caro d'Italia



“L'indagine combinata Asstra e Isfort conferma che il biglietto unico perugino è il più caro d’Italia. A fronte di questo esborso si registra l'ennesima riduzione delle corse e della lunghezza dei tragitti. E' ovvio che si sta sbagliando su tutti i fronti”. 
I giovani dell’Italia dei Valori dell’Umbria commentano aspramente la diffusione degli ultimi dati che attestano Perugia come città più cara per il trasporto pubblico. “Da mesi denunciamo la miope gestione della mobilità del capoluogo. Biglietti e abbonamenti troppo esosi, corse tagliate, assenza di specifici servizi per la popolazione universitaria costituiscono un disincentivo fortissimo all’utilizzo dei mezzi pubblici. La politica del Comune si dimostra fallimentare, come peraltro ammette lo stesso assessore Ciccone, il quale ammette che l’innalzamento delle prezzi non ha provocato nuovi ricavi ma una perdita dei passeggeri.
Siamo consapevoli - proseguono i giovani dell’Idv- dei tagli inflitti dal passato governo agli enti locali, tuttavia crediamo che sarebbe stato opportuno affrontare un tema delicato come quello del trasporto con maggiore oculatezza. Abolire da subito le corse inutili e aprire il minimetrò fino a orari notturni, almeno nel fine settimana, alzando il costo del biglietto a un massimo di un euro e trenta, ma estendendone nel contempo la durata a novanta minuti, anche in virtù del caro-benzina, avrebbe permesso di mantenere inalterato se non aumentato il numero degli utenti, a tutto vantaggio delle nostre tasche e dei nostri polmoni. Speriamo - concludono i giovani Idv - in un rapido cambio di strategia”.

martedì 8 novembre 2011

Non Bruciateci il Futuro: la petizione è anche on line!



E' possibile sottoscrivere la petizione popolare contro l'inceneritore a Terni anche on line
cliccando qui. 
E' sufficiente compilare il form o usare il proprio account facebook.
In alternativa, potete trovare i nostri banchetti:
 ogni Mercoledi' mattina presso il mercato di Viale dello Stadio, dalle 9 alle 12; 
Giovedi' e Sabato pomeriggio in Largo VIilla Glori dalle16,30 alle 19. 


 PETIZIONE POPOLARE
Al Presidente del Consiglio Regionale dell’Umbria
Al Presidente dell’ATI 4
Ai Sindaci dei Comuni della Provincia di Terni
Premesso che
- Per una gestione ottimale del ciclo dei rifiuti urbani occorre par 4
Ai Sindaci dei Comuni della Provincia di Terni
Premesso che
- Per una gestione ottimale del ciclo dei rifiuti urbani occorre partire “dalla testa e non dalla coda”, rispettando le direttive europee (2008/98/CE) e le leggi nazionali (Dlgs. 205/2010) che impongono una gerarchia negli interventi: prima la Riduzione/Prevenzione dei rifiuti, poi, attraverso lo sviluppo massimo della Raccolta Differenziata, il Riutilizzo ed il Riciclo, quindi il Recupero di altro tipo (in particolare il recupero di energia) e solo all’ultimo posto lo Smaltimento;
- Il Piano per la gestione dei rifiuti dell’Ati 4 (coincidente con la provincia di Terni), non recependo queste indicazioni, prevede, a più di tre anni di distanza dal blocco dell’inceneritore ASM di Maratta, di tornare a bruciare i rifiuti solidi urbani nella conca ternana, nell’inceneritore di Terni Ena–Acea;
- Lo stesso Piano prevede l’ampliamento della discarica di Le Crete di Orvieto, tramite l’estensione al cosiddetto terzo calanco, quando, per la fase residuale del processo, è ritenuto sufficiente la sopraelevazione del solo secondo calanco, come dimostra anche il recente parere della Regione, espresso in sede di valutazione d’impatto ambientale (Via).
Considerato che
- Ogni cittadino della provincia produce, in un anno, 540 kg di rifiuti; che questa quota aumenta ogni anno e che non ci sono provvedimenti sufficienti ad arrestare questa tendenza;
- I rifiuti urbani, dopo la differenziazione, possono essere recuperati e trasformati in materie prime seconde, creando nuove opportunità economiche ed occupazionali per il territorio, oltre che comportare riduzioni delle tariffe a carico dei cittadini, premiando i comportamenti virtuosi;
- La collettività ternana già paga un prezzo molto alto, in termini di inquinamento e di salute, alla struttura industriale del territorio e che non è possibile aggiungere altre fonti di inquinamento, come non è possibile continuare ad inviare i due terzi dei rifiuti nelle discariche dell’orvietano;
I sottoscritti cittadini, nell’esprimere la loro contrarietà al progettato ritorno all’incenerimento dei rifiuti nella conca ternana ed al raddoppio della discarica di Orvieto, chiedono la modifica del Piano Regionale Gestione dei Rifiuti e del Piano previsto per l’Ambito Territoriale Integrato n°4 in modo di assicurare, in tempi certi, la realizzazione dei punti sotto elencati:
Un piano operativo per la riduzione dei rifiuti alla fonte. La Provincia, il Comune di Terni e gli altri comuni dell’Ati 4 devono sviluppare, in collaborazione con le associazioni di categoria e la Regione, un piano operativo per la riduzione/prevenzione della produzione dei rifiuti, seguendo le esperienze positive di altri comuni italiani;
Raggiungimento dell’obiettivo minimo del 65% di raccolta differenziata, entro il 2012 come previsto dalla legislatura vigente, considerandolo come base per azioni successive, in grado di andare oltre i limiti minimi imposti dalla legge.
Costruzione del polo industriale del recupero e del riciclo. Gli stessi soggetti, indicati al primo punto, dovranno promuovere ed agevolare un progetto per la costituzione del polo del riuso e del riciclo. Dovranno essere attivati contatti con i consorzi e le aziende che operano nel settore, per promuoverne l’insediamento, attraverso verticalizzazioni e progetti innovativi che consentano lo sviluppo di una filiera completa, ispirata ai modelli nazionali ed internazionali più avanzati.
Promozione di un autentico governo pubblico locale del ciclo dei rifiuti che abbia lo scopo di garantire effettivamente gli interessi generali della collettività, con la strutturazione di un adeguato e trasparente sistema di controllo pubblico degli impianti e del ciclo produttivo, mettendo in campo percorsi e strumenti idonei ad assicurare l’indispensabile informazione e la partecipazione attiva della cittadinanza, ad ogni fase del progetto.