venerdì 25 febbraio 2011

GRANDE SUCCESSO PER L'INIZIATIVA NON BRUCIATECI IL FUTURO; DA TERNI FORTE IL NO ALL'INCENERIMENTO



Si è svolta sabato scorso, con successo e grande partecipazione, presso la sala conferenze dell'hotel Michelangelo a Terni, l'assemblea cittadina “Non bruciateci il futuro” organizzata e voluta da IdV, Rc, SEL. Nella sala gremita di gente l'assemblea è stata aperta dal coordinatore cittadino dell'IdV Terni, Tommaso Filidei che partendo da un chiaro rifiuto del piano dell'ATI sui rifiuti ha invece illustrato gli obiettivi del piano alternativo sottoscritto dai tre schieramenti i cui punti principali sono così sintetizzati nel documento reso disponibile: piano operativo per la riduzione dei rifiuti alla fonte; raggiungimento dell'obiettivo minimo del 65% di raccolta differenziata; costruzione del polo industriale del recupero e del riciclo; applicazione effettiva della tariffa... il tutto accompagnato poi dalla massima trasparenza e dall'individuazione di reali percorsi partecipativi.


“Si può discutere su tempi e modalità ma non sulla direzione da prendere” ha sottolineato Filidei,

Hanno quindi fatto seguito gli interventi programmati con le relazioni del dott. Vantaggi, di Medici per l'ambiente, che è partito dalla locuzione di “pandemia silenziosa” per spiegare gli effetti dannosi dell'incenerimento sulla salute umana, seguito da Lino Busà, presidente nazionale di SOS impresa, che ha invece sottolineato i rischi enormi di infiltrazioni mafiose nell'ambito del ciclo di rifiuti per finire con Alessio Ciacci, assessore di Capannori (Lucca) che ha invece illustrato la fattibilità del modello positivo “rifiuti zero”, obiettivo quasi interamente raggiunto dal suo comune.

Presenti in sala anche rappresentanti delle istituzioni, fra cui i due consiglieri regionali Damiano Stufara (Rc) e Paolo Brutti (IdV) i cui interventi hanno aperto lo spazio dibattiti.

Chiara la posizione di IdV in regione, illustrata da Paolo Brutti: “ Vogliamo una politica dei rifiuti che escluda l'incenerimento, non ci piegheremo a soluzioni differenti” ha ribadito il coordinatore regionale di IdV. “ Bisogna però mantenere alto il grado della mobilitazione civile, ha poi aggiunto, la probabilità che gli inceneritori vengano realizzati è purtroppo alta, e bisogna mettere in campo le strategie a disposizione, fino a ricorrere, se necessario, al referendum abrogativo.”

Brutti ha sottolineato come l'argomento in Regione abbia provocato non poche tensioni all'interno della maggioranza e come le difficoltà maggiori siano rappresentate, anche in Umbria, dai cosiddetti poteri forti, in questo caso gli interessi economici che si celano dietro il ciclo dei rifiuti.

“L'Umbria, ha concluso, potrebbe diventare una regione faro per tutte le altre per quanto riguarda la differenziazione, il riciclo e il riuso.”


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