giovedì 24 febbraio 2011

Il Ricordo di Sandro Pertini..


Cade oggi il ventunesimo anniversario della morte di Sandro Pertini. Nell’anno in cui ricorre il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, ricordiamo il Presidente che nell’immaginario collettivo, ha sintetizzato meglio l’idea di compattezza e armonia nazionale. Noi vorremmo tuttavia onorare Pertini senza enfasi retorica, riscoprendo quegli aspetti della sua biografia spesso oscurati nella memoria comune. Se oggi i mezzi di comunicazione , per pochi secondi, menzioneranno questo anniversario( non è affatto scontato che lo facciano), assisteremo alla consuetudinaria rappresentazione. Quella stampata nelle menti di molti giovani, un Presidente che, burlandosi del suo omologo tedesco, festeggia la vittoria ai Mondiali spagnoli dell’ 82’, o che magari gioca a carte sull’aereo di ritorno con i calciatori della Nazionale. Questo immaginario, l’unico ad essere veicolato, ha finito per offuscare la reale portata umana e politica dell’individuo. Noi vogliamo ricordare un altro Pertini, l’ oppositore della dittatura ,il dirigente politico, ma soprattutto l’uomo retto. Nato nel 1894 , aderì nel 1918 al Partito Socialista, arrestato per la prima volta nel 1926 dal regime fascista, dopo un periodo di prigionia, espatriò in Francia. Rientrato clandestinamente fu nuovamente incarcerato nel 1928 e dopo sette anni di galera fu condannato al confino a Ponza e Ventotene, scontando complessivamente quindici anni di reclusione. Nel corso della sua prigionia non abiurò mai la propria fede politica, sprezzante nei confronti del Tribunale Speciale, rifiutò sempre di inoltrare quella domanda di grazia, che avrebbe alleviato la durata e l’intensità della sua pena. Liberato con l’armistizio del 1943, militò tra le fila della Resistenza, arrestato dai tedeschi riuscì a fuggire dal carcere di Roma e a raggiungere Milano, dove divenne uno dei massimi dirigenti del Comitato di Liberazione Nazionale. Nel dopoguerra collaborò da protagonista alla riorganizzazione del PSI; fu sempre sostenitore dell’unità delle sinistre e contribuì alla crescita di quel pensiero socialista liberale, in cui diritti individuali ed equità sociale costituiscono un binomio inscindibile. Divenuto nel 1978 Presidente della Repubblica, diede al suo mandato una forte impronta democratica; basti ricordare la feroce denuncia dei vergognosi ritardi che caratterizzarono gli interventi di soccorso in occasione del terremoto in Irpinia del 1980. Sandro Pertini dovrà essere sempre ricordato come uno straordinario simbolo della Resistenza, e come uno strenuo promotore e difensore di quei valori fondanti della nostra democrazia, quali libertà, giustizia sociale, onestà e rispetto delle istituzioni. Principi che sebbene vengano quotidianamente mortificati e rimessi in discussione, sono gli unici sui quali fondare una società migliore di questa. Ci manca Sandro Pertini, ci manca la sua coerenza, ci manca la sua rettitudine, ci mancano la sua caparbietà e il suo coraggio. Ci manca ancora di più perché oggi nello stesso parlamento siedono Razzi, Barbareschi, Scilipoti, e tanti altri che non valgono il fumo della sua pipa.


I giovani non hanno bisogno di sermoni,

i giovani hanno bisogno di esempi di onestà,

di coerenza e di altruismo


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